Nel mondo cristiano turco (numericamente piccolo ma vivace, in quell’antica Terra Santa, chiamata Asia Minore in contesto scritturistico) si sente la necessità di offrire alla riflessione accademica islamica, una sorta di Enchiridion, in lingua turca con testi a fronte delle fonti (in lingua greca, latina, armena e siriaca) che hanno maggiormente influenzato, filosoficamente e culturalmente, il dibattito teologico al Concilio di Nicea del 325, del quale siamo in prossimità del 1700mo anniversario. Dietro il dibattito teologico che alimenta i primi concili ecumenici, infatti, c’è molto di più del bisogno di formulazioni efficaci e sintetiche della fede cristiana. Possiamo così sintetizzare la domanda, fondamentale per la fede cristiana, che fa da sfondo al dibattito di Nicea: «quale Dio si rivela all’uomo nel suo Figlio Incarnato?». Tutta la controversia ariana e il successivo dibattito teologico fino al Concilio di Costantinopoli I (381 d.C.), sarà dominato dalla ricerca di una risposta alla domanda su come il divino possa incarnarsi nell’umano.
Al cuore di tensioni non indifferenti, ma neppure inedite, che attraversano il dibattito interno alla Chiesa universale, tra Chiesa e Chiese, tra Chiese e Religioni non-cristiane, tra mondi credenti e mondi non-credenti, c’è l’urgenza di riandare alle origini di questo dibattito teologico che infiammò la Chiesa primitiva e formalmente indivisa, e poi, da questo osservatorio, di ripensare, in particolare, la centralità della nozione di Homoousios, come intuizione teologica chiave per la teologia cristiana in ogni contesto.
Il DoSt-I (Dominican Studies Istanbul), che ha stabilito una convenzione accademica con la FTER, è stato invitato dal nuovo vescovo di Istanbul, Mons. Massimiliano Palinuro e dal Patriarca greco-ortodosso, Bartolomeo I, a contribuire scientificamente a questo processo di riflessione, in particolare per ricostruire, con un riferimento a fonti oggettive, lo sfondo della controversia nata nella città di Alessandria, e nell’incontro/scontro tra le dottrine di Ario ed Alessandro. Questo nella prospettiva di fornire uno strumento storicamente attendibile, che contrasti le “leggende” su cui si fonda una certa apologetica islamica tendente a screditare la “cristologia dall’alto” che avrebbe modificato le fonti evangeliche, facendo così nascere il “mito” della divinità di Cristo…
Un gruppo di accademici turchi, coordinato dal Prof. Turhan Kaçar, della Medeniyet Üniversitesi, ha già da mesi iniziato un’edizione critica di testi relativi alla controversia ariana, e in collaborazione con il DoSt-I e con i patrologi e storici della FTER, si sta approntando la lista definitiva delle fonti originali da privilegiare.
(fra Claudio Monge, o.p. – direttore DoSt-İ)