Descrizione
Seminario. Arte e architettura per la liturgiaObiettivi
Il corso intende fornire le conoscenze fondamentali dell’arte e dell’architettura cristiana per cogliere come le manifestazioni materiali con le quali la Chiesa esprime la sua fede nel Risorto, oggi come nei secoli passati, siano essenziali strumenti di relazione e luoghi di evangelizzazione.
In ogni tempo l’assemblea dei battezzati ha scelto ed edificato gli spazi nei quali ritrovarsi per celebrare l’eucarestia. Queste architetture, e le immagini che in esse sono apposte, parlano della fede del popolo cristiano e, manifestando la sensibilità religiosa del tempo, interpretano e in parte generano la cultura dell’Occidente. La Chiesa, infatti, nel patrimonio artistico che consegna alla comunità odierna, non solo ha interpretato lo stile artistico di ogni epoca, ma l’ha anche creato e condizionato, trasponendo in materia la propria visione della vita e dell’aldilà.
Conoscere i fondamenti dell’arte e dell’architettura per la liturgia è, quindi, un modo per entrare profondamente nella vita spirituale della comunità cristiana, cogliendo le sottolineature evangeliche che in ogni tempo, e anche nel presente, la comunità ecclesiale vive e, quindi, infonde al suo costruire. La liturgia, che è fonte e culmine della vita della Chiesa, ha, infatti, un potere generativo che si trasmette ancora oggi agli spazi e alle immagini che ne accolgono e ne accompagnano la celebrazione e necessita di una rinnovata conoscenza, cura e attenzione, sia per non disperdere il grande patrimonio consegnato a noi dalle epoche passate, sia per poter accrescere tale ricchezza con l’apporto della vita ecclesiale contemporanea.
Programma
1. Spazi e simboli del sacro naturale
Il modificare lo spazio di vita per manifestare simbolicamente il proprio sistema di valori è un atto che ha caratterizzato tutta la storia dell’umanità. Fin dalle prime architetture, solitamente di carattere funerario o sacrale, l’aspetto simbolico è dominante e fa riferimento alla relazione tra le tre regioni cosmiche di cielo-terra-inferi. Il sistema simbolico informa le architetture archetipiche del sacro naturale e le sue raffigurazioni; il cristianesimo si inserisce nella storia dell’umanità non anando l’esistente, ma portandolo a compimento e centrando nell’incarnazione e nella risurrezione di Gesù Cristo la sua proposta spaziale e artistica.
2. I luoghi della celebrazione nei primi secoli e l’arte paleocristiana
La costruzione di luoghi per la celebrazione eucaristica cristiana ha come riferimento la capacità costruttiva del popolo giudaico che manifesta nelle sinagoghe della diaspora la sua convergenza verso il Tempio di Gerusalemme. Successivamente sono le capacità costruttive dei popoli siriaci e romani a dare spunti per la costruzione dei luoghi liturgici cristiani, fino ad arrivare all’architettura e all’arte paleocristiana che manifesta il raggiungimento di una piena maturità espressiva ai seguaci di Gesù Cristo.
3. La spiritualità del romanico
L’essenzialità della spiritualità monastica si manifesta nelle opere costruttive e artistiche delle comunità cristiane, proponendo immagini ieratiche e architetture pensate per permettere al fedele di entrare nel silenzio e di progredire nella ricerca di Dio.
4. Il primato della luce nelle cattedrali gotiche
Se l’elevazione verso il cielo è sempre stata una tensione insita in molte architetture sacre dell’umanità, le nuove possibilità tecnologiche del gotico consentono di raggiungere notevoli altezze e svuotando i comparti murari, fanno emergere nell’arte delle vetrate il tema della luce come manifestazione della Gerusalemme Celeste verso la quale la comunità cristiana è indirizzata.
5. Il Cristus patiens e la misura umana nel rinascimento
La nuova sensibilità spirituale di San Francesco e di San Domenico che valorizza l’umanità di Cristo, viene colta nell’arte di Cimabue e di Giotto: nelle loro opere la figura del Crocifisso inizia a manifestare il dolore oltre che la gloria. Il rinascimento, rifacendosi a una riscoperta letteraria dei testi classici, propone una nuova arte e una architettura ispirata alle costruzioni antiche sulle cui forme vengono liberamente ispirate le nuove chiese.
6. Fede e arte nel Cinquecento italiano
Michelangelo, Leonardo, Raffaello, Tiziano, Palladio sono alcuni dei nomi di artisti e architetti che hanno reso celebre l’arte italiana nel mondo e manifestano un punto di equilibrio nell’interpretazione della forma umana, presto superato dal Manierismo. Tuttavia le forme architettoniche e artistiche dei luoghi della liturgia di questo secolo segnano in modo indelebile l’esperienza dell’Occidente.
7. Il Seicento: l’apologia della fede e il tormento della ricerca di Dio
Nel Seicento si manifesta un’arte apologetica e un’architettura che vuole manifestare in forme simboliche il trionfo della fede anche in risposta alla riforma luterana e in linea con il concilio di Trento. Roma è il centro della cristianità e qui si concentrano gli artisti che più di altri incarnano questo secolo. Ma nella Città eterna si rende palese anche il travaglio esistenziale dell’epoca, assorbito e trasfuso nella ricerca di artisti e architetti tra i quali emergono il Borromini e il Caravaggio.
8. La «caduta dal cielo» negli architetti dell’Illuminismo, le chiese neoclassiche e le avanguardie del Novecento
Il Deismo informa l’architettura dell’Illuminismo e si manifesta chiaramente nei progetti degli architetti della Rivoluzione. I principi filosofici proposti in questa epoca con il concetto di «sublime» avranno importanti ricadute nella proposta artistica e architettonica cristiana neoclassica e nei movimenti di avanguardia del Novecento.
9. Il Novecento e le chiese del movimento liturgico in Germania
Il Movimento liturgico iniziato nella Francia di metà Ottocento, trova la sua più piena definizione nella Germania del secolo seguente, indirizzando la ricerca architettonica verso un’attenta interpretazione cristiana e liturgica delle forme della modernità. Romano Guardini, Rudolf Schwarz, Emil Steffann propongono di configurare gli spazi in maniera tale da coinvolgere l’assemblea nella celebrazione liturgica.
10. Da Ronchamp a Bologna: Le Corbusier e i centri parrocchiali del cardinale Lercaro nel secondo Novecento
«Ogni momento della storia narra nel linguaggio dei vivi la lode al Dio vivente» dice il cardinale Lercaro nel 1955 e con queste parole propone un nuovo sodalizio tra Chiesa e architetti, abolendo il nostalgico ricorso alle forme del passato, ormai vuote di significanza. L’esperienza delle Nuove Chiese del cardinale Lercaro concentra a Bologna l’attenzione di quanti guardano con speranza a un nuovo dialogo tra progettisti, artisti e comunità cristiana, dando vita a una stagione di ricerca di architetture moderne capaci di accogliere la comunità che celebra. La vicenda del «laboratorio bolognese» prende avvio in concomitanza con un evento che genera nel mondo della cultura architettonica un’importante riflessione: la consacrazione della chiesa di Notre Dame du Haut a Ronchamp progettata dall’architetto Le Corbusier.
11. I luoghi della liturgia dopo il concilio Vaticano II e l’architettura delle chiese contemporanee
Dopo il concilio Vaticano II e, in particolare, dalla fine degli anni Novanta del Novecento, le realizzazioni di forme architettoniche significanti, capaci di permettere una liturgia partecipata dall’assemblea, si sono moltiplicate. Gli adeguamenti liturgici delle chiese storiche hanno modificato la modalità di celebrazione e la percezione di spazi ecclesiali si è relazionata con i poli liturgici di altare, ambone, sede, tabernacolo. Molti errori sono stati fatti, ma sono anche stati raggiunti importanti risultati.
12. La ricerca di una nuova arte contemporanea nelle chiese e la tecnologia a servizio di una chiesa da vivere
La chiesa quale luogo di celebrazione e di preghiera del popolo cristiano ha ancora oggi bisogno di immagini e forme che manifestino la fede nel Risorto. Tuttavia dall’analisi di quanto viene proposto nelle chiese nel contemporaneo si nota una certa confusione nell’intendere la differenza tra la forza di ciò che è arte e la poca rilevanza di ciò che non può essere classificato come tale. Discernere in questo senso significa aprire percorsi di approfondimento del significato spirituale dell’espressione artistica nel contemporaneo. A questo si unisce la rilevanza delle scelte relative alle apparecchiature tecnologiche che incidono in maniera determinante sia sull’aspetto degli interni delle chiese, sia sulla qualità della celebrazione che in esse è proposta.
Avvertenze
Tipo di corso: Il corso ha un’impostazione frontale e laboratoriale indirizzata al diretto coinvolgimento dei partecipanti. In ogni incontro, nel trattare le principali caratteristiche artistiche e architettoniche del periodo in oggetto, verrà preso come «caso studio» una specifica opera d’arte e un’architettura rappresentativa del periodo trattato. Su tali opere andranno a manifestarsi i commenti e le riflessioni dei partecipanti.
Tipo di esame: Al termine del corso verrà richiesto a ciascun partecipante l’analisi degli aspetti architettonici, artistici e simbolici di una chiesa a scelta.
Docente
Claudia MANENTI
Bibliografia
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