Descrizione
Missione ed evangelizzazione nel NT. Le radici del kerygma giovanneo: lo svilupparsi di una teologia del logos divino preesistente nel periodo del secondo tempioObiettivi
Il corso si propone come approfondimento monografico del cuore della cristologia giovannea, mostrandone il radicamento nel giudaismo post-esilico. L’intento non è quello di individuare all’interno della produzione teologico-letteraria giudaica del periodo del secondo tempio influenze dirette sul QV, quanto piuttosto di delineare un vasto panorama di idee e di immagini, al cui interno è nata e si è sviluppata la riflessione giovannea sulla figura di Gesù Cristo.
Programma
La prima metà del corso è dedicata allo studio del prologo (Gv 1,1-18), quale cornice ermeneutica fondamentale dell’intero vangelo giovanneo: l’annuncio giovanneo su Gesù Cristo è, infatti, contrassegnato in modo pervasivo dall’idea di preesistenza che il prologo pone in primissimo piano. La seconda parte indaga le radici della concezione giovannea del logos divino preesistente nella letteratura giudaica del periodo del secondo tempio (protocanonica, deuterocanonica, non canonica). Si percorreranno alcune delle seguenti direttrici: la teologia veterotestamentaria della parola di Dio/YHWH (l’opera della parola nella creazione e nella storia), il concetto di Memra d’Adonai nel Targum; gli inni proto- e deuterocanonici della Sapienza o sulla Sapienza personificata; l’emergere di figure patriarcali esaltate e talvolta deificate, di figure «messianiche» super-umane (cf. il figlio dell’uomo) e di figure di angeli mediatori con un profilo speciale; la speculazione sul logos e sulla sapienza nel giudaismo alessandrino (Filone e il libro della Sapienza). In questo vasto corpus di scritti ci si trova di fronte a una notevole galleria di figure «più che umane», con una grande varietà di interpretazioni in merito alla loro natura e al loro ruolo e con una significativa oscillazione tra la concezione di esseri divini preesistenti e quella di uomini elevati a uno status quasi divino. È su questo sfondo che si può comprendere adeguatamente la teologia giovannea del logos.
Avvertenze
Il corso presuppone, da un lato, una conoscenza sufficiente di tutte le questioni di tipo letterario e storico, introduttive all’esegesi del QV, e, dall’altro, una conoscenza di base delle metodologie esegetiche di tipo diacronico e sincronico.
Docente
Maurizio MARCHESELLI
Bibliografia
Schnackenburg R., La persona di Gesù Cristo nei quattro vangeli (CTNT Supplementi 4), Paideia, Brescia 1995, 313-413; Boyarin D., Border Lines. The Partition of Judaeo-Christianity, University of Pennsylvania Press, Philadelphia 2004 (paperback 2007); de la Morena G., Genesi dello scandalo cristiano. Origini storiche della fede nella divinità di Gesù Cristo, Città Nuova, Roma 2025, 81-192 («La divinità di un mediatore giudaico: continuità o rottura?»); M. Marcheselli, «The Johannine λόγος in the Greco-Roman context», in Costa P. (a cura di), The New Testament in the Greco-Roman World (AnBibStudia 20), Peeters Publishers, Leuven 2025, 463-492; Taylor J.E., Another Look at the Logos Concept in Philo and the Gospel of John: Cerinthus as a Missing Link?, in Niehoff M.R. (a cura di), The Art of Contextualizing Philo of Alexandria (TSAJ 190), Mohr Siebeck, Tübingen 2025, 263-286.