Descrizione

Seminario – Teologia del dialogo. Il Vaticano II e la questione religiosa. Nodi teologici in NA, DH e UR

Obiettivi

Il corso intende presentare e approfondire in forma seminariale tre documenti conciliari fondamentali per un corretto approccio teologico al tema religioso, al rapporto tra le religioni e tra le Chiese cristiane. Si tratta di documenti relativamente brevi, pertanto si procederà ad analizzarli in modo puntuale, per fare emergere i temi, le svolte, i punti fermi e le linee guida validi ancora oggi. Obiettivo è aiutare gli studenti a entrare nel linguaggio del concilio Vaticano II, a imparare a orientarsi nel corpus conciliare, a creare collegamenti e rimandi sui grandi temi teologici e pastorali, a comprendere il significato del dialogo e del confronto costruttivo.

Programma

Il più breve documento conciliare, la dichiarazione Nostra aetate sulle relazioni della Chiesa con le religioni non cristiane – promulgata da Paolo VI il 28 ottobre 1965 – è un testo che ha segnato in modo decisivo lo sviluppo della riflessione teologica su questo tema. Sia la teologia sia il magistero si sono dedicati ad approfondire le implicazioni contenute in NA, documento che ha spinto la Chiesa cattolica a considerarsi religione vera non in modo esclusivo ma inclusivo, rendendo così possibile riconoscere semi di verità e di santità anche al di fuori di essa, e cambiando profondamente la propria autocomprensione nei confronti dell’ebraismo.

Nella dichiarazione Dignitatis humanae si afferma che il fondamento della libertà religiosa non si trova nell’affermazione o nell’adesione alla verità, ma nella dignità della persona umana. Fino alla vigilia del concilio, la religione cattolica, era considerata l’unico legittimo fondamento dello Stato e condizione oggettiva per attribuire diritti alle persone e alle associazioni religiose. DH si rivolge a ogni uomo e donna di buona volontà e assume in proprio l’apporto del pensiero moderno in merito alla libertà religiosa, per capirne le istanze e in tal senso far evolvere la dottrina della Chiesa in merito agli stessi diritti della persona umana.

A partire da Unitatis Redintegratio si apre la ricca stagione dell’impegno ecumenico. Con la scelta di dedicare all’ecumenismo uno dei suoi documenti, il Vaticano II porta a compimento un cammino che ha visto la Chiesa cattolica confrontarsi, in primo luogo in termini prevalentemente critici, successivamente con crescente apprezzamento positivo, con gli sforzi intrapresi dalle Chiese cristiane per ristabilire la comunione visibile tra di loro. La presenza di questo decreto nel corpus dei testi conciliari documenta la rilevanza di un fenomeno storico, teologico ed ecclesiale, che non può essere confinato tra i problemi che toccano esclusivamente le altre Chiese, ma coinvolge in prima persona la stessa Chiesa cattolica. UR esprime la volontà di ristabilire l’unità non in prospettiva «unionistica», guidata cioè dall’obiettivo di rendere possibile il ritorno alla Chiesa cattolica di singoli fedeli o di altre Chiese cristiane, ma in prospettiva ecumenica, cioè a partire dal riconoscimento della soggettività delle Chiese e comunità ecclesiali, con le quali la Chiesa cattolica accetta di intraprendere e di compiere un percorso comune.

Avvertenze

Il Seminario prevede lezioni frontali e il coinvolgimento attivo in forma seminariale degli studenti su temi specifici, che verranno suggeriti dal docente.

Docente

Pier Luigi CABRI

Bibliografia

Noceti S. – Repole R. (a cura di), Commentario ai documenti del Vaticano II, 6: Ad gentes, Nostra aetate, Dignitatis humanae, EDB, Bologna 2018; Id. (a cura di), Commentario ai documenti del Vaticano II, 3: Orientalium ecclesiarum, Unitatis redintegratio, EDB, Bologna 2019; Morandini S., Teologia dell’ecumenismo, EDB, Bologna 2018; Papa Francesco, Il dialogo come stile, EDB, Bologna 2016; Dal Corso M. (a cura di), Teologia dell’ospitalità (BTC 196), Queriniana, Brescia 2019.