…sed tu magis plaude Bononia, tanti Patris dotata gloria
DOMENICO DI CALERUEGA, I DOMENICANI E BOLOGNA:
ALLE FONTI DI UN INCONTRO DECISIVO PER LA STORIA DELLA CITTÀ E… DELL’EUROPA

La Biblioteca Comunale dell’Archiginnasio e la Facoltà Teologica dell’Emilia-Romagna
invitano alla presentazione del volume:

Domenico di Caleruega alle origini dell’Ordine dei Predicatori.
Le fonti del secolo XIII
a cura di Gianni Festa, Agostino Paravicini Bagliani, Francesco Santi
Firenze, SISMEL (Millennio Medievale 121, Testi), 2021

Interverrà il professor
André Vauchez, dell’Académie des Inscriptions et Belles-Lettres

Modera il professor
Fabrizio Mandreoli, Vicepreside della Facoltà la Facoltà Teologica dell’Emilia-Romagna

Saranno presenti curatori dell’opera
Gianni Festa, docente di Storia della Chiesa presso la Facoltà Teologica dell’Emilia Romagna e Postulatore Generale emerito dell’Ordine dei Predicatori
Agostino Paravicini Bagliani, docente emerito di Storia Medievale nell’Università di Losanna e Presidente della Società Internazionale per il Medioevo Latino
Francesco Santi, docente di Letteratura latina Medievale nell’Università di Bologna e Direttore della Società Internazionale per il Medioevo Latino.

Alberto Magno, Raimondo de Penyafort, Tommaso d’Aquino, Guglielmo di Moerbeke, Iacopo da Varazze, Meister Eckhart: questi nomi segnano la storia della cultura del secolo XIII e di un lungo tempo successivo; attivi a Roma, a Bologna, a Parigi, come a Colonia e a Barcellona, essi hanno rinnovato con la loro opera le coordinate del pensiero europeo (in ambiti disciplinari diversi) e le forme della sua vita spirituale. Tutti appartennero al primo secolo all’Ordine dei Predicatori, riconoscendosi nell’intuizione di Domenico di Caleruega e nel gruppo che intorno a lui si era formato. La moltitudine dei frati e dei conventi dell’Ordine di Domenico, a cominciare da quelli di Parigi e di Bologna – dove non solo morì e volle essere sepolto il Fondatore ma dove venne definita l’identità apostolica, intellettuale e religiosa dei Frati Predicatori – creò anzi la condizione materiale e intellettuale del loro lavoro ed essi riconobbero nell’Ordine il riferimento esistenziale decisivo: in dulcedine societatis quaerere veritatem.

La societas domenicana e la memoria del suo fondatore è documentata in un’ampia cartella di testi, raccolti per la prima volta in un volume, in alcuni casi con nuove edizioni e sempre con un’adeguata contestualizzazione storica e critico testuale, oltre che con una traduzione italiana e un commento, per le cure di Elio Montanari, Alessandra Bartolomei Romagnoli, Agostino Paravicini Bagliani, Paolo Maggioni, Antonella Degl’Innocenti, Silvia Nocentini, Gianni Festa e Francesco Santi.  Gli indici dei manoscritti, degli autori e delle opere anonimi e delle citazioni bibliche corredano l’opera, per farne uno strumento di lavoro oltre che un riferimento per comprendere il senso profondo dell’identità europea e delle sue dinamiche.